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SPECIALE THE WALL
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THE HAPPIEST DAYS OF OUR LIVES


"You! Yes, you! Stand still laddy!"
When we grew up and went to school
There were certain teachers who would
Hurt the children in any way they could
By pouring their derision
Upon anything we did
And exposing every weakness
However carefully hidden by the kids
But in the town, it was well known
When they got home at night, their fat and
Psychopathic wives would thrash them
Within inches of their lives.

Pink ha fatto bottino della scatola dei colpi di pistola del padre. Lo osserviamo ora, sempre intorno ai dieci anni, mentre guida due coetanei lungo i binari di una ferrovia e si inoltra in un tunnel proprio mentre un treno sta arrivando. Posa alcuni proiettili sulle rotaie e si appiattisce contro la parete del tunnel per sentirli esplodere. Ma nelle tenebre del tunnel, il giovane Pink vede (o più probabilmente immagina di vedere) centinaia di braccia protese da spiragli nei vagoni, e poi centinaia di facce mostruosamente prive di lineamenti che lo fissano senza espressione dai finestrini. Quando si sente chiamare in tono autoritario, lo stesso Pink si ritrova con il volto coperto da quella maschera informe, priva di espressione. Compare il maestro di scuola, in toga nera e cappello e punta il suo bastone verso Pink, minacciandolo. La scena si sposta quindi dalla galleria ad una aula di scuola, dove i professori sono rappresentati come veri e propri torturatori, che infliggono ai bambini pressioni e violenze fisiche e mentali. In pieno rispetto dell'iconografia vittoriana, il maestro per eccellenza viene rappresentato nel classico schema comportamentale sadomasochista, che lo vede rivalersi in crudeltà sui propri alunni poiché vittima consenziente di altrettanta spietata crudeltà nella propria vita privata da parte della propria moglie.


Si noti anzitutto la feroce ironia del titolo: the happiest day of your life (il giorno più felice della vostra vita) è il modo in cui in lingua anglosassone si indica con velato sarcasmo il primo giorno di scuola. Per ogni bambino, il passaggio dalla famiglia alla scuola è infatti un momento delicato. Ma per Pink è assolutamente traumatico. Il dolore della assenza del padre era una sofferenza intima, profondamente personale. La madre, la casa erano la sua sicurezza, e per questo la scuola è già di per sé un ambiente potenzialmente instabile e pericoloso. Considerato che la scuola è qui rappresentata come luogo di aggressione, mattatoio della sensibilità e delle vulnerabilità, il primo giorno di scuola non è esattamente quello più felice della vita di Pink. La rappresentazione del ciclo sadomasochista mostra un meccanico passaggio di sofferenze e abuso, che dal privato della famiglia si sposta al sociale nella scuola, e dunque in nuce all'intera società. Si subisce da chi è in posizione di forza e si restituisce il colpo a chi è in posizione di debolezza, in un ciclo infinito di ingiustizia, sopruso, sofferenza. Di fronte a questo orrore, Pink sviluppa una sua intensa attività di immaginazione interiore - e la utilizza per costruire realtà alternative in cui rifugiarsi, sfogarsi e consolarsi.


Stefano Re ©1989-2004

SPECIALE THE WALL
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